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Vestone
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mwhqVestone (mwhgVistù in mwhwdialetto bresciano)cite-ref-2-4-0[4] è un mwjacomune italiano di mwjq4 141 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkgprovincia di Brescia in mwkwValle Sabbia, mwlaLombardia.
Contents
• Clima
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Arte
• Musica
• Sport
• Calcio
• Ciclismo
• Motori
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Vestone è suddiviso nei seguenti nuclei urbani: centro storico, Promo, Capparola, Mocenigo e la frazione mwngNozza.
Il centro storico è stretto nel fondo valle fra le terrazze alluvionali di Promo, Mocenigo, Matarello, il mwoafiume Chiese e i torrenti Degnone e Gorgone. Porta d'ingresso della media e alta mwoqValle Sabbia, Nozza è ubicata alla confluenza del torrente Nozza e il fiume Chiese.
Il comune appartiene alla mwowComunità Montana della Valle Sabbia e rappresenta il centro geografico della Valle Sabbia.
Secondo la mwpqClassificazione sismica il comune appartiene alla "Zona 2" (zona con pericolosità sismica media dove possono verificarsi forti terremoti).cite-ref-5[5]
Clima
Vestone appartiene alla zona climatica "E" (Comuni con mwragradi-giorno tra mwrq2 101 e mwrg3 000).cite-ref-6[6] Il clima è abbastanza ventilato con notevole formazione di brina e rugiada nei mesi invernali e primaverili, caratterizzato da estati calde ed inverni rigidi con sporadiche precipitazioni nevose.
Sul territorio è operativa una stazione semi-urbana Davis VP2, installata dal Centro Meteo Lombardo,cite-ref-7[7] che fornisce dati in tempo reale sulla situazione climatica giornaliera.
Origini del nome
Secondo le tesi avanzate da alcuni storici dell'Ottocento il villaggio-capitale degli mwugStoni, una delle tre popolazioni euganee secondo lo storico romano Plinio il Vecchio, era mwuwStonoscite-ref-0-8-0[8] che corrisponderebbe per mwwaFederico Odorici e mwwqScipione Maffei all'attuale Vestone.cite-ref-9[9] Dal nome del popolo degli Stoni deriverebbe il moderno toponimo Vestone.
Storia
Nella piana di Mocenigo sono state ritrovate lame e raschiatoi di silice, probabile segno di insediamento mwaapreistorico.
Si suppone che il nucleo dell'abitato di Vestone fosse, in epoca preromana, occupato dal villaggio-capitale degli mwagStoni, chiamato appunto Stonos. Nel 118 a.C., durante la campagna di mwawQuinto Marcio Re nella regione, Stonos viene conquistata dai Romani, anche se la zona, così come le sue popolazioni (gli Stoni e i mwbaTriumplini) non vennero assoggettate completamente fino al regno di mwbqOttaviano Augusto.cite-ref-0-8-1[8] Di epoca romana, è la presenza nella frazione di Nozza di un altro insediamento, militare o civile del mwcgI secolo a.C..
Nel mwda1580, secondo la tradizione orale, durante la sua visita apostolica della Valle Sabbia, mwdqsan Carlo Borromeo chiede di ampliare l'abitato di Promo verso il fondovalle allo scopo di unirlo all'abitato di Vestone. Nella chiesa romanica di San Lorenzo sono ancora conservati affreschi risalenti al mwdg1533.cite-ref-valsabbia-vestone-10-0[10]
Il Governo Veneto, nel 1597, concede ai valsabbini l’autonomia, ma già nel 1573 sono pubblicati gli Statuti della Valle e nel 1595 si costruisce la Casa della Valle. Nel XVII secolo Vestone è un paese economicamente importante grazie anche al fondamentale ruolo svolto dai due conventi fondati dai mwfafrati Cappuccini; un complesso di edifici, chiesa gentilizia e prato che nel 1615 il dottor Fabio Glisenti dona alla comunità di Vestone perché diventasse centro culturale.
Per tutto il periodo del dominio veneto il feudo viene amministrato dalla casata dei mwfgMartinengo.
Nel mwga1797, a seguito dell'occupazione del bresciano da parte delle truppe dell'mwgqArmata d'Italia e l'istituzione della mwggRepubblica Cisalpina, sia Nozza che Vestone rimangono municipalità distinte e fanno parte dapprima del cantone del Mella e l'anno seguente del distretto delle Fucine con il primo paese in qualità di capoluogo.cite-ref-comunevestone-storia-11-0[11] Il 5 maggio 1797 i francesi del generale Chevalier, durante la spedizione punitiva nella Valle Sabbia ribelle ai nuovi ordinamenti scaturiti dalla mwhwRivoluzione francese, bruciano numerose carte e parte della chiesa parrocchiale. La chiesa e il paese vengono depredati di pregevoli opere, di oro, di argento.cite-ref-1-12-0[12] Nel maggio del 1801 viene incorporato nel distretto di mwjaSalò.
Con l’attivazione dei comuni della provincia di Brescia, in base alla compartimentazione territoriale del mwkgRegno Lombardo-Veneto, il Comune di Nozza viene incluso nel distretto XVII di Vestone (notificazione 12 febbraio 1816); confermato nel medesimo distretto in forza del successivo compartimento territoriale delle province lombarde (notificazione 1 luglio 1844). Nel 1853 (notificazione 23 giugno 1853), Nozza, Comune con consiglio comunale senza ufficio proprio e con una popolazione di 476 abitanti, è inserito nel distretto IX di Vestone.cite-ref-13[13]
Nel 1872 e 1876 il Ministro mwmaGiuseppe Zanardelli visita la Valle, con soste a Vestone. Nel 1887 arriva il primo mwmqtram a Vestone. Nel 1889 si insedia una compagnia di alpini, chiamata prima “mwmgRocca d’Anfo” e poi “Battaglione Vestone”, presso l’ex convento trasformato in caserma ed intitolata al garibaldino mwmwGiovanni Chiassi. Nel 1897 viene fondata, a Nozza, la “Piccola Banca Valsabbina di San Pietro”. Nel 1898 arriva la luce elettrica e, nello stesso anno, è istituita la “Cassa Cooperativa di Credito Valsabbino”, che nel 1941 diverrà “mwnaBanca Cooperativa Valsabbina”. A Vestone, nel 1904 inizia l’attività della ditta mwnqAVE, azienda produttrice di materiale elettrico e resine sintetiche; nel 1906, viene costruita la sede della mwngcolonia elioterapica cremonese. Tra il 1913 e 1914 si costruisce la Casa di Riposo “mwnwAngelo Passerini” a Nozza.
Dal 1940 al 1943 il mwpa6º Reggimento alpini impiegò, tra gli altri, anche il battaglione "Vestone" nella seconda guerra mondiale, che combatté con la Divisione Tridentina sul fronte greco-albanese e nella campagna italiana di Russia. Sergente maggiore del battaglione era lo scrittore vicentino mwpqMario Rigoni Stern che per questo motivo rimarrà molto legato al paese di Vestone.
A Nozza, il pomeriggio del 29 aprile 1945, è terminata in Valsabbia la seconda guerra mondiale con la resa dell'ultima colonna tedesca in ritirata, nella quale c'erano alcuni soldati ancora presenti sul territorio italiano della mwpw16. SS-Freiwilligen-Panzergrenadier-Division "Reichsführer-SS", tristemente nota per aver compiuto pochi mesi prima gli mwqaeccidi di mwqqSant'Anna di Stazzema e mwqgMarzabotto.cite-ref-14[14] I tedeschi si sono arresi ai partigiani della brigata "mwrwGiacomo Perlasca", divisione mwsaFiamme Verdi (FFVV) "mwsqTito Speri",cite-ref-1-12-1[12] per poi venire presi in consegna dalle truppe americane che sono giunte nel frattempo a Nozza.
Nel 1955 viene istituita la prima scuola media valsabbina. Nel 1968 a Vestone è presente la sezione staccata dell’Istituto Tecnico “mwtwC. Battisti” di mwuaSalò, trasferita ad mwuqIdro nell’anno scolastico 1986/87. Nel 1983 viene inaugurato il teatro, ora denominato Auditorium mwugMario Rigoni Stern, e la mwuwRegione Lombardia finanzia la costruzione del poliambulatorio medico di Nozza.
Nel 2003 è inaugurata la scuola elementare, che accorpa i plessi di Nozza e Vestone, nei locali in precedenza occupati dalla colonia elioterapica cremonese.cite-ref-15[15]
Simboli
Stemma
Lo stemma è liberamente adottato ed utilizzato dal Comune.
«D'argento, al
trofeo d'armi
composto a destra, da un'alabarda e da una lancia, a sinistra da un'asta con bandiera tricolore italiana e da un'alabarda, l'insieme delle aste decussate e attraversate da una spada posta in palo con la punta all'ingiù, il tutto d'oro; il trofeo finito da uno scudo ovale in banda di ferro, attraversante in cuore.»
Gonfalone
Il mwyqgonfalone rappresenta la riunificazione degli stemmi di Vestone e di mwygNozza. Lo stemma di Nozza, comune sino al 1929, riprende quello della famiglia Aldgrehino e corrisponde ad uno scudo con al centro un orso che esce dalla montagna. Tale scudo è appoggiato su uno scudo maggiore, proprio del comune di Vestone, costituito da un'alabarda, una bandiera, una spada e due lance, posto al centro del gonfalone. Gli ornamenti esteriori sono quelli tradizionali per i comuni italiani: sopra lo scudo corona turrita, a destra serto di quercia, a sinistra serto di ulivo, serti che si intrecciano nella parte inferiore. Sotto lo scudo maggiore, un nastro color oro con la dicitura "Vestone" in rosso. Il campo su cui è posto lo scudo maggiore è diviso in tre parti: in alto a destra quadrato color rosso, a sinistra quadrato color verde, la parte sottostante è color argento. Sul retro del gonfalone le immagini dei protettori di Vestone (mwywsan Lorenzo) e di Nozza (mwzasanto Stefano), con la dicitura "Laurentius-Stefano" e la scritta "PATRONI NOSTRI".cite-ref-16[16]
Monumenti e luoghi di interesse
Rocca di Nozza
La Rocca di Nozza fu edificata sopra una formazione rocciosa che crea una strettoia strategica nel passaggio verso sud. Risulta citata per la prima volta nel mw2a1198 durante la lotta che coinvolse Brescia e Bergamo nella disputa dei confini della mw2qCosta Volpino (mw2gLago d'Iseo), in qualità di prigione per sessanta nobili brescianicite-ref-comunevestone-vedere-17-0[17] contrari alla pacifica trattativa con i bergamaschi e catturati con abile stratagemma dagli uomini del valsabbino Oberto da Savallo.cite-ref-1-12-2[12]
Grazie alla presenza della Rocca, si formò sia un polo commerciale di passaggio sia un modesto agglomerato urbano dell'attuale frazione di Nozza, che risulta essere la parte più antica dell'odierno comune di Vestone.cite-ref-valsabbia-vestone-10-1[10]
Nel 1362 fu distrutta da Bernabò Visconti e nel 1401 fu ricostruita da Giovanni Linelli da Castiglione e da Simone dell’Orsina, condottieri al servizio dei Visconti.
Il 3 novembre 1401 l'imperatore del mw6gSacro romano Impero, mw6wRoberto del Palatinato, concesse ad Alberghino da Fusio il feudo della media mw7aValle Sabbia. Tra il mw7q1410 e il mw7g1425 la rocca è affidata da mw7wPandolfo III Malatesta (a quel tempo signore di Brescia) a Galvano da Nozza per la difesa della valle dai mw8aVisconti di Milano. Nel 1427 la valle giurò fedeltà alla mw8qRepubblica di Veneziacite-ref-comunevestone-vedere-17-1[17] e, quando verso la fine del XV secolo, Venezia iniziò la costruzione della Rocca d’Anfo, la Rocca di Nozza perdette definitivamente il suo ruolo di baluardo della valle.
La rupe incombente della Rocca di Nozza è resa più gentile dalla chiesetta di S. Stefano protomartire, costruita probabilmente per i castellani e la guarnigione della Rocca nel XIII secolo. Insieme alla vicina cappella dedicata a S. Quirico rientrava nella giurisdizione della Pieve di S. Maria di mw9wProvaglio Val Sabbia.
Citata per la prima volta in un documento dell’archivio vaticano del 1334-1335, oltre che nel 1410 come “Santo Stefano de Noxa”, la chiesetta ha tutte le caratteristiche delle costruzioni romanico – gotiche sparse per le campagne e per le montagne.
Orientata verso est, presenta un impianto a capanna, anticipata da un sagrato lasciato a verde. La facciata presenta delle aperture pressoché centrali, tra cui un portale ed una piccola finestrella quadrangolare sul lato sinistro, mentre nella parte alta vi è un piccolo rosone; a coronamento termina con una copertura due spioventi. l’interno è ad aula unica, con copertura a due falde in legno sorretta da archi in muratura in pietra, uniformemente decorata alle pareti. Presenta inoltre dei pregevoli affreschi sul lato destro, risalenti al XV-XVI secolo. Il presbiterio è rialzato e quadrangolare, ha copertura a vela, e termina in un fondale absidale piano affrescato.cite-ref-18[18]
Monumenti
Architetture
Architetture religiose
Architetture civili
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
• mwauw mwau0Marocco 208 (4,97%)
• mwau8 mwavaAlbania 78 (1,87%)
• mwavi mwavmRomania 43 (1,03%)
• mwavu mwavyBurkina Faso 36 (0,86%)
• mwavg mwavkSenegal 35 (0,84%)
• mwavs mwavwUcraina 22 (0,53%)
• mwav4 mwav8Brasile 15 (0,36%)
• mwawe mwawiPakistan 15 (0,36%)
• mwawq mwawuEgitto 13 (0,31%)
Cultura
Istruzione
Il Museo del lavoro di Vestone è nato nell’anno 2000 grazie all’attività di un gruppo di appassionati raccoglitori di testimonianze legate all’economia della Valle Sabbia, con uno spiccato interesse per i prodotti dell'artigianato e dell'industria; dal 2008 la sede del museo è situata a Mocenigo nei locali dell'ex convento. Il museo espone fotografie, cataloghi storici che contribuiscono alla conoscenza dell’economia del territorio e testimonianze recenti del lavoro in valle, in particolare oggetti e strumenti legati alla produzione dei metalli non ferrosi, oltre che le testimonianze salvate della dismissione di varie industrie valsabbine, in particolare una serie di imponenti macchinari per la lavorazione della plastica o per la rifinitura di pezzi metallici, nonché dalla presenza di oggetti finiti e numerosi strumenti.
Il museo è diviso in diverse sezioni: sezione contadina, sezione dei componenti elettrici, sezione dedicata alla lavorazione delle striglie, sezione dedicata alla lavorazione artigianale delle ruote dei carri e carretti, sezione dedicata alla tessitura, sezione di meccanica, sezione tecnologia del legno.cite-ref-21[21]
Nel centro storico del paese è presente un complesso di edifici contigui: l'auditorium con le funzioni di teatro e cinema, la biblioteca comunale e la scuola dell'infanzia.
La Biblioteca "Ugo Vaglia" fa parte del Sistema Bibliotecario Nord Est Bresciano, istituito nel 2002 e gestito dalla mwaxaComunità Montana della Valle Sabbia, comprendente 43 comuni situati nelle aree di Valle Sabbia, mwaxeAlto Garda Bresciano e mwaxiValtenesi che collaborano tra di loro per il prestito interbibliotecario.
Sono presenti vari edifici scolastici, due scuole dell'infanzia dislocate a Vestone e Nozza e la sede principale dell'Istituto Comprensivo Statale "I.C. Vestone", che si estende nei comuni di mwaxqCasto, mwaxuLavenone, mwaxyMura, mwaxcPertica Alta, mwaxgPertica Bassa e per l'appunto Vestone. Esso è composto da quattordici plessi, nella fattispecie a Vestone sono presenti la Scuola primaria "mwaxkCollodi" e la Scuola secondaria di primo grado "Fabio Glisenti".
Arte
Vestone è stata la patria di Edoardo Togni e di Ottorino Garosio, due grandi artisti le cui opere costituiscono testimonianze di primo piano nell'ambito della pittura bresciana del XX secolo.
mwax4Edoardo Togni (Brescia 1884 - Vestone 1962) frequenta giovanissimo a Milano lo studio di mwax8Gaetano Previati e per otto anni, saltuariamente, l'mwayaAccademia Carrara di Bergamo prima di trasferirsi a mwayeBelprato. I primi dipinti vengono esposti all’inizio degli anni dieci; la sua carriera durante la grande guerra si interrompe, confinandolo per mesi in ospedale a causa delle ferite subìte sul mwayiMonte Sabotino, per poi riprendere alla fine del conflitto. Rientrato a Belprato, ricomincia a dipingere e ad esporre a Brescia i suoi paesaggi montani della Valle Sabbia, acquisendo un notevole successo nell’area lombarda. Nel 1960 una paralisi immobilizza parte del suo corpo; poco dopo deve smettere di dipingere. Caratteristica principale dei suoi dipinti sono le pennellate dure e materiche. Dopo una breve esperienza negli ambienti del gruppo bresciano della mwaymScapigliatura, è uno dei più rappresentativi esponenti del mwayqDivisionismo italiano di cui sarà anche teorico.cite-ref-22[22]
mwayoOttorino Garosio (Vestone 1904 - mwaysGavardo 1980) nel 1919 diventa garzone del pittore Antonio Simeoni col quale lavora a mwaywRiva del Garda mentre si dedica con intenso impegno alla pittura. Ritiratosi nel 1925 a Vestone, incontra Edoardo Togni, col quale dipinge paesaggi; dipinge per istinto, da autodidatta. Nel 1927 si trasferisce a Milano per poi vagabondare per valli e località turistiche del mway0Trentino ed in Valsabbia. Tornato a Vestone nel 1930 oltre che continuare a dipingere quadri fa l'imbianchino, il pittore di insegne, lo scenografo, suonando la chitarra nelle osterie. Le sue opere si trovano esposte alla Galleria d'Arte moderna di Brescia ed in molte collezioni private d'Italia, Austria, America, Olanda e in altri paesi d'Europa. Innumerevoli i suoi quadri, dal paesaggio ai contadini della Valsabbia e delle mway4Pertiche, ai boscaioli di mway8Capovalle, alle lavandaie di mwazaIdro. Dipinse inoltre, a ricordo degli alpini del "Battaglione Vestone", la mwazeMadonna degli Alpini esposta nella chiesa parrocchiale di Vestone.cite-ref-23[23]
Teatro e cinema
Il cinema di Vestone è stato inaugurato negli anni trenta con la denominazione "Cinema Lux". Negli anni sessanta il cinema è stato gestito dalla signora Barbara Gussago, conosciuta da tutti i valsabbini con l'affettuoso nome di "Loli", premiata con la medaglia d'oro dal Ministero dello Spettacolo per essere stata tra le prime a gestire un cinema nel bresciano.cite-ref-24[24] Nel corso dei decenni successivi è stato gestito dai nipoti, proponendo spettacoli cinematografici alternati a concerti musicali, tra cui quello di mwazwFranco Battiato a metà anni settanta.cite-ref-25[25]
Ad inizio anni novanta la nuova sede del cinema è trasferita all'auditorium comunale, che dal 2009 è intitolato a mwaaiMario Rigoni Stern, sempre gestita da privati ma in spazi pubblici. La sala vestonese rimane ad essere l'unica in alta valle non legata al circuito parrocchiale.
L'auditorium "Mario Rigoni Stern" è sede del teatro e della sala cinematografica; l'edificio è disposto su due piani su cui si sviluppano i 250 posti a sedere.cite-ref-26[26]
Musica
La costituzione della banda musicale cittadina risale al 1858 dove nei documenti viene citata come "Filarmonica vestonese" ma solo nel 1887 l'associazione prende il nome di "Corpo musicale di Vestone", fino allo scioglimento avvenuto nel 1951 anche a causa delle ripetute interruzioni avvenute durante i due conflitti mondiali.cite-ref-27[27]
Nel 1994 viene rifondato il Corpo musicale "Renzo Betta", un’associazione costituita da circa 40 musicisti per la maggior parte di età compresa tra i 10 e i 30 anni, il cui esordio avviene il 1º gennaio del 1995 all’Auditorium "Mario Rigoni Stern" suonando tre marce alla popolazione.
Tra i vari gruppi nati in quel periodo sono da menzionare i Bambini dell'Asilo, una delle più promettenti realtà musicali dell'ambiente mwabgindie italiano dell'epoca e punto di riferimento della scena bresciana. Il gruppo è composto da tre ragazzi ventenni, Pablo Bacchetti chitarra e voce, Roberto "Billi" Rassega al basso, ai quali si aggiunge alla batteria Ernesto Folli (fratello dell'attrice Marianna Folli). Il nome è stato scelto ispirandosi al brano mwaboAsilo "Republic" di mwabwVasco Rossi ed in particolare alla frase «i bambini dell'asilo stanno facendo casino».cite-ref-28[28]
Nascono così i BDA e i tre ragazzi portano i loro pezzi per la prima volta in un live all'Auditorium di Vestone nel settembre del 1994; seguiranno anche altri concerti, tra i quali da ricordare quello all'Alta Quota di mwaciCarpenedolo e la loro ultima esibizione dal vivo allo Xinemà di mwacmCellatica.cite-ref-29[29] Dopo un mwacgdemo preparato tra lo studio di registrazione e la cascina di Ernesto in località Avie, nel 1997 iniziano a registrare il loro primo album con il fonico e produttore Carlo Dall'Asta e Dade Mahony.cite-ref-30[30]
Il gruppo rimane attivo fino alla prematura morte del frontman Pablo, scomparso nel settembre del 1998 a soli 23 anni.cite-ref-31[31] Per ricordarli a 25 anni di distanza dal tragico evento si è tenuto un concerto tributo alla Latteria Molloy di Brescia, con 23 formazioni che si sono alternate sul palco a ricantare altrettante canzoni della band valsabbina.cite-ref-32[32]
Infrastrutture e trasporti
Il territorio comunale è attraversato dall'ex mwadwstrada statale del Caffaro (da mwad0Brescia alle mwad4Sarche di Madruzzo), dal mwad82001 gestita dalla mwaeaprovincia di Brescia e da questa numerata come mwaeestrada provinciale BS 237. Dall'abitato principale si distaccano due provinciali: la SP 55, che collega il paese a mwaeiForno d'Ono, e la SP 56, che invece si dirige a mwaemTreviso Bresciano. Dalla frazione Nozza si diramano altre due provinciali: la SP 3 diretta a mwaeqBrozzo di Marcheno e la SP 50 diretta a mwaeuTavernole sul Mella.cite-ref-33[33]
Nel comune ha sede una stazione di interscambio ed è servito dalla sottorete provinciale dei servizi automobilistici interurbani denominata "Brescia Nord" la quale è gestita dal consorzio mwaesTrasporti Brescia Nord.
Tra il 1886 e il 1932, Vestone ospitò inoltre una stazione della mwae0tranvia proveniente da Tormini, la cui tratta finale da qui fino a mwae4Idro era stata costruita durante la mwae8prima guerra mondiale per esigenze bellichecite-ref-34[34].
Amministrazione
Dall'Unità d'Italia al secondo dopoguerra
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1860 | | Giuseppe Venturini | | Sindaco | non entrato in carica per motivi di salute [ 35 ] |
| 1860 | 1869 | Antonio Cominotti | | Sindaco | |
| 1869 | 1885 | Giuseppe Moneta | | Sindaco | |
| 1885 | 1886 | Pietro Rizzardi | | Sindaco | facente funzione |
| 1886 | 1887 | Mario Pialorsi | | Sindaco | |
| 1887 | 1895 | Pietro Riccobelli | | Sindaco | |
| 1896 | 1899 | Mario Pialorsi | | Sindaco | |
| 1899 | 1910 | Pietro Riccobelli | | Sindaco | |
| 1910 | 1928 | Angelo Dossena | | Sindaco | |
| 1928 | 1928 | Giovanni Bormioli | | Commissario prefettizio | |
| 1929 | 1934 | Giacomo Scalmana | | Podestà | |
| 1934 | 1940 | Federico Pialorsi | | Podestà | |
| 1940 | 1941 | Casimiro Bonomi | | Commissario prefettizio | |
| 1941 | 1941 | Luigi Ferrara | | Commissario prefettizio | |
| 1941 | 1941 | Alfredo Austria | | Commissario prefettizio | |
| 1942 | 1944 | Arnaldo Passerini | | Commissario prefettizio | |
| 1944 | aprile 1945 | Giovanni Morucci | | Commissario prefettizio | |
Dal secondo dopoguerra ad oggi
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| maggio 1945 | maggio 1945 | Luigi Toccabelli | | Commissario prefettizio | |
| giugno 1945 | 1946 | Valentino Monchieri | | Commissario prefettizio | |
| 1946 | 1947 | Paolo De Cillà | | Sindaco | |
| 1947 | 1951 | Giacomo Besuzio | | Sindaco | |
| 1951 | 1951 | Zita Toccabelli | | Sindaco | per un solo giorno |
| 1951 | 1962 | Palmiro Ferremi | | Sindaco | |
| 1962 | 1964 | Ugo Vaglia | | Sindaco | |
| 1964 | 1975 | Francesco Begliutti | | Sindaco | |
| 1975 | 1982 | Renato Ghidinelli | | Sindaco | |
| 1982 | 1985 | Luigi Bruno Bianchi | | Sindaco | |
| 1985 | 24 maggio 1990 | Renato Ghidinelli | | Sindaco | |
| 24 maggio 1990 | 14 giugno 2004 | Luigi Bruno Bianchi | PSI poi lista civica | Sindaco | |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Emanuele Corli | Lega Nord | Sindaco | |
| 8 giugno 2009 | 27 maggio 2019 | Giovanni Zambelli | Lega Nord poi lista civica "Vestoneattiva" | Sindaco | |
| 27 maggio 2019 | 10 giugno 2024 | Roberto Giuseppe Facchi | lista civica "Vestoneattiva" | Sindaco | |
| 10 giugno 2024 | in carica | Renato Verdelli | lista civica "La nuova Vestone" | Sindaco | |
Sport
Alpinismo
L'alpinista Roberto Manni, originario di Nozza, ha affrontato le montagne del mwagaPerù, della mwagePatagonia e dell’mwagiHimalaya, conquistando anche la cima del monte mwagmEverest nel maggio del 2008 salendo senza ossigeno fino al Balcone, circa mwagq8 500 metri di quota. Fra le vette conquistate vi sono anche il mwaguCho Oyu nel 2005, il mwagyLhotse ed il mwagcBroad Peak nel 2007; sullo mwaggShisha Pangma nel 2006 ha dovuto invece interrompere la salita a poco meno di 100 metri dalla vetta, respinto dal vento.cite-ref-36[36] Nel 1995 assieme ad mwag0Ermanno Salvaterra compie un tentativo invernale lungo il versante meridionale del mwag4Cerro Torre, aprendo la mwag8Via Infinito Sud; restano in parete 24 giorni consecutivi e giungono in cima ma non riescono a salire in vetta per le condizioni del ghiaccio del fungo sommitale.
Nel luglio del 2008 prende parte all'ascesa del mwaheK2 insieme a mwahiMarco Confortola ma rinuncia all’assalto della vetta per una indisposizione. Il 1º agosto di quello che passerà alla storia come il mwahm"disastro del K2" avviene il crollo di un seracco sul Collo di bottiglia che porterà nelle ore successive alla morte di undici alpinisti. Roberto Manni contribuirà a gestire i soccorsi al Campo base. Nel maggio del 2022 ritorna sull'Himalaya con mwahqSilvio Mondinelli per scalare il mwahuMakalu ma a causa di inesattezze connesse alle previsioni meteo manca la cima, arrivando comunque a 8.300 metri senza il supporto di sherpa e l'ausilio di ossigeno.cite-ref-37[37]
Atletica leggera
Ogni anno ad inizio luglio si disputa la Tre campanili half marathon, mezza maratona di corsa in montagna organizzata da A.S.D. Libertas Vallesabbia con il patrocinio del Comune di Vestone e del patronato di Regione Lombardia.cite-ref-38[38] I "tre campanili", che danno il nome della manifestazione, sono quelli delle chiese delle tre località attraversate dai concorrenti lungo il percorso: Vestone, mwaiuPertica Bassa e mwaiyPertica Alta.
La competizione nata nel 2007, a cui partecipano anche atleti ed atlete internazionali, è un evento sportivo in continua crescita e fa parte del circuito mwaigFIDAL nazionale. Nell’albo d’oro dei vincitori troviamo molti atleti di origine africana, come kenyani ed eritrei, oltre alla partecipazione di atleti nazionali di rilievo come mwaikGiorgio Calcaterracite-ref-39[39] e mwai4Alessandro Rambaldini, campione del mondo di mwai8corsa in montagna lunghe distanze 2016 e 2018.cite-ref-40[40]
La partenza e l'arrivo sono in Piazza Garibaldi a Vestone, il percorso misto di mwaju21,97 km si svolge tra salite e discese, terre bianche, tratti asfaltati, sentieri sterrati e mulattiere, con un dislivello di oltre 900 metri. La prima parte è su asfalto in leggera salita, poi l'ascesa aumenta alternando asfalto e sterrato tra salita e discesa, fino alla parte finale con discesa selettiva molto tecnica su strada stretta in cemento.cite-ref-41[41]
Sulla medesima tratta è inoltre possibile correre la "non competitiva", per tutti gli amatori che desiderano mettersi in gioco e la "Family Run", su un percorso di 5mwajs km adatto a tutti.
Al primo vestonese giunto al traguardo viene consegnato il Trofeo Memorial Michele Cargnoni, dedicato al capitano pilota del mwaj015º Stormo dell’mwaj4Aeronautica Militare, deceduto tragicamente a 30 anni durante un volo di addestramento in elicottero in Francia, nell’ottobre del 2008.cite-ref-42[42]
La Tre campanili half marathon è anche considerata un test agonistico, sia sotto l'aspetto organico che muscolare, per i maratoneti in preparazione delle gare autunnali.cite-ref-43[43]
Calcio
Nel 1980 viene fondata la squadra di calcio dell’oratorio con la denominazione di ASCO Vestone, parteciperà negli anni seguenti ai campionati regionali organizzati dal mwakoC.S.I.
Nel 1988 l'imprenditore vestonese Aldo Ebenestelli fonda l'A.C. Vestone, squadra di calcio a 11 giocatori iscritta al campionato mwakwF.I.G.C. che, dopo aver militato alcuni anni nelle categorie inferiori, nel 1995 vince il campionato accedendo alla mwak0Promozione Lombarda. Nel 1997 l’A.C. Vestone è costretta ad abbandonare l'angusto terreno del paese in località Mocenigo, non più regolamentare per disputare le partite in Promozione, e a trasferirsi per le partite casalinghe sul campo sportivo di mwak4Odolo; a seguito di fusione societaria la squadra cambia nome in F.C. Valsabbia con mwak8Ivan Guerra come allenatore. In seguito verrà conquistata la promozione nel campionato di mwalaEccellenza Lombarda.cite-ref-44[44]
Nell’estate del 2001 il F.C. Valsabbia si fonde con l’A.C. Salò Benaco, dando origine all’mwalyA.C. Salò Valsabbia, squadra iscritta nel girone C di Eccellenza con alla presidenza sempre Aldo Ebenestelli, Eugenio Olli general manager, Roberto Cucchi direttore sportivo ed in panchina mwalcGigi Zerbio. Gioca sul campo "mwalgLino Turina" di mwalkSalò con una tribuna omologata per 1.600 spettatori.cite-ref-45[45] In conseguenza di ciò il paese valsabbino ospita una nuova compagine denominata Vestone, acquisendo dall'ormai disciolto F.C. Valsabbia il diritto a partecipare al campionato di mwal4Eccellenza 2001/02. Al termine di quella stessa stagione il Vestone cede il titolo sportivo al mwal8Chiari mediante fusione.
Il campo sportivo di Mocenigo torna ad essere utilizzato a partire dall'anno 2007 quando diviene sede delle partite casalinghe disputate dalla Pol. Savallese Vestone, militante nel campionato di mwameTerza categoria Lombarda; ci giocheranno in seguito anche l'ASCO Vestone Open 11, partecipante al campionato C.S.I. di categoriacite-ref-46[46] e dall'anno 2014 l'ASD Calcio Alta Valsabbia, scuola calcio che coinvolge giocatori dai 5 ai 17 anni.
Ciclismo
Il comune è stato scelto come sede di partenza della ventunesima ed ultima tappa del mwamgGiro d'Italia 2007 (Vestone - Milano di mwamk185 km).
Motori
Vestone si trova in una valle dove le corse di rally sono molto popolari e sono seguite calorosamente dal pubblico. Il mwamwRally 1000 Miglia, competizione automobilistica con tappe e decine di prove speciali tracciate tra la mwam0Val Trompia e la Valle Sabbia, transita annualmente sulle sue strade con Vestone sede del parco assistenza e tappa di partenza di alcune delle prove più tecniche e impegnative. Le prove speciali hanno inizio dall'uscita a monte dell'abitato di Nozza verso mwam4Pertica Alta, dal centro in direzione mwam8Pertica Bassa o salendo verso mwanaTreviso Bresciano per raggiungere il Passo Fobbia; tali p.s. sono la storia di questa gara insieme a quelle di mwaneIrma e mwaniMoerna.cite-ref-47[47]
Competizione molto importante nel panorama rallistico nazionale, tra i piloti che hanno trionfato ci sono i vestonesi Lorenzo "Cobra" Colbrelli (campione nel 1992 alla guida di una mwangLancia Delta Integrale) e mwankStefano Albertini con all'attivo quattro vittorie conseguite nel 2017, 2018, 2021 e 2023.cite-ref-48[48]
Nel motociclismo Eros Melzani, cresciuto a Promo, alla guida di una mwan8supermotard ha vinto la mwaoaCoppa Italia Supermoto nel 2006 e nel 2010.
Note
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Voci correlate
• mwbd45º Reggimento Alpini
• mwbea6º Reggimento Alpini
• mwbeiAVE
• mwbeqBanca Valsabbina
• mwbeyBattaglia di Nikolaevka
• mwbeoFondital
• mwbewIl sergente nella neve
• mwbe4Nozza
• mwbfaValle Sabbia
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.vestone.bs.it.
• citerefsapere-itVestóne, su sapere.it, De Agostini.
• citereflombardiabeniculturaliVestone, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
• mwbfcmwbfgVestone, su mwbfkenciclopediabresciana.it